Grazie alla partecipazione di molti compagni sindacalisti di Catania e all’entusiasmo di molti giovani belpassesi nascerà a Belpasso tra qualche giorno il sindacato NIDIL-CGIL, che sarà diretto dal sottoscritto, dal compagno Giovanni Tomaselli e dalla compagna Giusy Recupero.
Ma cosa è il NIDIL???
IL NIDIL, in termini poveri, è il sindacato dei lavoratori precari e, in generale di tutti coloro che non hanno contratto a tempo indeterminato.
Accanto al NIDIL vi sarà il CID (Centro Informazione Disoccupati), un centro grazie al quale verranno fornite in tempo relae le proposte di lavoro in tutta la provincia e non solo.
Introduzione. Per comprendere al meglio la tecnica di handover si leggano le seguenti poche righe introduttive.
Uno dei problemi più grossi dei sistemi cellulari è la limitata disponibilità di frequenze utili. Se non si utilizzasse alcun accorgimento accadrebbe che le connessioni attive contemporaneamente sarebbero pochissime. Si risolve questo problema con la tecnica del riuso delle frequenze: si divide il territorio in tante celle ognuna con una propria antenna; se la banda disponibile è 1 MHz, si divide questa ad esempio in 10 stazioni base da 100 KHz cadauna.
Queste stesse frequenze vengono poi ri-assegnate ad una distanza tale da non causare interferenze.
La rete che gestisce i sistemi cellulari contiene due registri, uno statico che contiene tutte le informazioni d’utente all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento (detto Home Location Register) e l’altro dinamico che ha il compito di memorizzare i dati d’utente che ricadono nella sua area di copertura istante per istante (detto Visitor Location Register).
Vi è poi un dispositivo di rete detto Mobile Switchin Center (MSC) che svolge la funzione di monitorale la mobilità dei suoi utenti e di gestire le risorse richieste per poter effettuare il roaming (ovvero la localizzazione d’utente durante i suoi spostamenti) e l’handover (ovvero il mantenimento di una connessione anche quando il terminale si muove).
Cosa è l’handover?
Michelangelo è sulla sua autovettura che procede da Belpasso a Roma e sta parlando con una compagna utilizzando un certo canale di conversazione, diciamolo canale xxx.
A loro insaputa, la rete esegue continuamente l’analisi della qualità della conversazione in corso.
Man mano che Michelangelo si allontana dalla stazione base con cui ha iniziato la conversazione (diciamola Base Station “A”), il livello del segnale utile diminuisce, e, di contro, aumenta quello dovuto alle interferenze.
Per garantire ai due compagni una buona qualità della conversazione serve un qualche elemento di rete che monitori il livello del segnale utile e quello del rumore.
Assolve a tale compito l’interfaccia tra la BS “A” ed un apparato di rete detto MSC che si accorge che la qualità del servizio offerto sul canale xxx è diminuita (a seguito del progressivo allontanamento di Michelangelo) e invia una richiesta di handover (letteralmente “passa mano”) al proprio MSC.
Il MSC verifica allora se le celle adiacenti alla BS “A” in esame offrono, sullo stesso canale xxx, una qualità migliore del servizio e tale verifica avviene nel seguente modo: il MSC invia a tutte le stazioni base adiacenti alla BS “A” una richiesta di handover; queste rispondono inviando il risultato del calcolo del rapporto segnale/rumore sul canale xxx in cui è in atto la conversazione.
Detta “K” la nuova BS che offre il miglior rapporto segnale/rumore, l’handover (ovvero il passaggio di testimone) si realizzerà tra la BS “A” e la BS “K”.
Dal MSC parte poi l’ordine, impartito attraverso un messaggio di segnalazione che viaggia nel canale xxx, di attivare la comunicazione della BS K su un nuovo canale, diciamolo canale yyy.
Quindi, il MSC invia l’ordine di commutazione alla vecchia stazione base (BS “A”), la quale lo inoltra al cellulare di Michelangelo (sempre attraverso il canale xxx); a questo punto il cellulare invia una conferma dell’ordine ricevuto sul canale xxx e si sintonizza sul canale yyy, dove continua tranquillamente a conversare con la compagna grazie alla nuova BS “K”.
L’handover termina con la BS “A” che rilascia il canale xxx che quindi torna disponibile per nuove conversazioni tra altri utenti.
Ulteriori informazioni.
Esistono due diversi tipi di handover: hard handover: durante il “passamano” tra due stazioni base la linea cade per qualche millisecondo in quanto il passaggio è brusco; soft handover: la conversazione avviene contemporaneamente con entrambe le stazioni base per qualche secondo, in modo da non causare alcuna interruzione nella comunicazione.
Curiosità.
Se quando un utente passa da una stazione base ad un’altra cosa accade se quest’ultima ha già tutti i suoi canali occupati in altre conversazioni?
Poiché è preferibile rifiutare una nuova richiesta di chiamata piuttosto che interrompere una conversazione in corso, il problema si risolve introducendo una soglia secondo il seguente criterio: se una stazione base può gestire 100 chiamate contemporaneamente, si può decidere di rifiutare nuove richieste di chiamate se vi sono in corso 80 chiamate, in modo tale da riservare 20 canali per eventuali handover.
Passano gli anni, cambiano i governi, ma gli ex parlamentari continuano a riscuotere pensioni da nababbo che vanno da un minimo di 3 mila fino a 10 mila euro lordi al mese e a godere di tutta una serie di privilegi che riguardano la possibilità di riscuotere il vitalizio (così si chiama la pensione dei parlamentari) dopo appena 5 anni di mandato, a 50 anni di età, godendo peraltro della cumulabilità con qualsiasi altro reddito o pensione.
Secondo una recente inchiesta pubblicata da “L’Espresso” sono ben 3.302 gli ex parlamentari a cui lo Stato, coi soldi rapinati al popolo, garantisce pensioni e privilegi che gridano vendetta al cospetto di quei milioni di operai, lavoratori, cassintegrati, precari, pensionati e famiglie povere costrette a sudare sette camicie per riuscire a sbarcare il lunario.
QUESTI I NUMERI: ogni anno la Camera spende oltre 127 milioni di euro per pagare gli assegni dei 2.005 ex deputati, mentre al Senato i 1.297 pensionati d’oro ci costano quasi 60 milioni di euro all’anno.
Tra i casi più scandalosi va citato quello di Walter Veltroni: ex vicepresidente del Consiglio, 51 anni, consigliere comunale dal 1976, deputato dall’87, che con soli 23 anni di contributi versati riscuote dal 2005 un vitalizio mensile di 9 mila euro lordi (che si aggiungono allo stipendio del Campidoglio, di circa 5.500 euro netti) ed è tra i più giovani pensionati del parlamento.
Altro caso eclatante è quello di Toni Negri, ex leader di Potere operaio: nel 1983 Pannella per farlo uscire di galera lo fece eleggere in parlamento nelle liste radicali; dopo poche settimane, temendo di finire di nuovo in cella, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, oggi riscuote 3 mila 108 euro di pensione parlamentare senza avere mai preso parte ai “lavori” parlamentari.
A differenza di un operaio che oggi può andare in pensione solo se ha maturato 35 anni di contributi e 57 anni di età, che diventeranno 60 a partire dal 2008 se lo scalone di Maroni non sarà modificato dal governo in carica, deputati e senatori sempre grazie al regolamento Prodi (1997) acquisiscono il diritto al vitalizio anche in caso di interruzione anticipata della legislatura versando le quote contributive mancanti (attualmente 1.006 euro mensili) per la parte mancante fino al raggiungimento dei fatidici cinque anni di mandato. In altre parole sono sufficienti 2 anni e sei mesi di effettivo incarico per maturare il diritto alla pensione. Basta pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti.
Questa è la situazione attuale: vediamo questo governo cosa è in grado di fare da questo punto di vista….
In riferimento all’articolo 73 del Testo unico degli Enti Locali, l’assegnazione dei 20 “posti” disponibili viene effettuata nel modo seguente.
Prima osservazione: “Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi quelle liste che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi e che non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale soglia“. Non è questo il caso di Belpasso allo stato attuale delle cose. I candidati Spina, Papale e Pulvirenti non sono sostenuti da liste che prendano tutte meno del 3% dei voti validi. Pertanto tutte le liste verranno ammesse all’assegnazione dei seggi.
Seconda osservazione: “Per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o gruppo di liste collegate, nel turno di elezione del sindaco si divide la cifra elettorale di ciascuna lista o gruppo di liste collegate per 1, 2, 3, 4,… sino a concorrenza del numero dei consiglieri da eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere (nel nostro caso 20), disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria“. CASI PARTICOLARI: A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista o gruppo di liste che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio. Se ad una lista spettano più posti di quanti sono i suoi candidati, i posti eccedenti sono distribuiti, fra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.
Bisogna distinguere adesso tre casi: 1 Caso: Uno dei candidati sindaco viene eletto al primo turno (ovvero prende almeno il 50%+1 dei voti ma in riferimento ai quozienti precedenti il suo gruppo di liste non ha ottenuto il 60% dei seggi):
se il gruppo di liste ha ottenuto almeno il 40% dei voti, allora viene assegnato il 60% dei seggi (PREMIO DI MAGGIORANZA);
se un altro gruppo di liste ha superato il 50% dei voti, la precedente assegnazione del 60% dei seggi al gruppo di liste del sindaco vincente non avviene (NON VI E’ PREMIO DI MAGGIORANZA).
2 Caso: Se un candidato sindaco viene eletto al secondo turno (dopo ballottaggio):
se il suo gruppo di liste non arrivava al 60% dei seggi al primo turno, gli scatta il PREMIO DI MAGGIORANZA sempre che nessuna altra lista o gruppo di liste ad esso non associate non abbia raggiunto al primo turno il 50% dei voti.
3 Caso: In qualsiasi altra situazione non contemplata dai due precedenti casi la distribuzione dei seggi segue alla lettera quanto riportato nella “Seconda osservazione”.
Video esempio sull’applicazione della appena discussa legge…..
     
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