Si impartiscono lezioni di matematica e fisica a studenti e studentesse di licei e istituti tecnici. La prima lezione (di presentazione dei contenuti da svolgere e di testaggio delle lacune e delle potenzialità dello studente) e ulteriori verifiche post-interrogazione o post-compito in classe sono gratuite. Il costo di ogni lezione è di 30 euro (anche a domicilio). Ogni lezione ha inizio alle 15:00 e termina allorchè tutto è chiaro allo studente. Gratuiti ulteriori chiarimenti via chat o e-mail 24 ore su 24 a completamento delle varie lezioni. Non prometto miracoli, ma se non si è completamente bianchi in materia, con due sole lezioni la piena sufficienza (sia nei compiti che alle interrogazioni) è assicurata.

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Un semplice esempio di comunicazione client-server

Giovedì, Novembre 22nd, 2007

La modalità con cui due processi applicativi comunicano (in una connessione di tipo connection oriented) è in linea di massima la seguente:

1. il server tramite una funzione socket, una funzione bind ed una funzione listen, si mette in ascolto in modalità passiva in attesa che qualcuno lo contatti;

2. il client, tramite una funzione di socket e una funzone di connect riesce a mettersi in contatto col server desiderato;

3. da questo momento inizia lo scambio dati tramite le funzioni send e recv.

Lo schema da seguire (per un banalissimo scambio di un paio di numeri) è riportato, in linguaggio C, nei seguenti due listati, uno relativo al server e l’altro al client.
LISTATO SERVER
LISTATO CLIENT

Allego, relativamente ai due precedenti, anche i file eseguibili che permettono poi lo scambio effettivo dei dati (non tutti avete un compilatore C che vi permette di ottenere l’eseguibile dai listati precedenti).
FILE ESEGUIBILE SERVER
FILE ESEGUIBILE CLIENT

Procedete nel seguente modo:
1. Salvate i due file nell’unità C:, in modo che venga semplice ricordare il loro path;
2. Aprite il prompt dei comandi e riportatevi a C: tramite uso ripetuto del comando “cd..”;
3. Digitate server.exe;
4. Senza chiudere la precedente finestra, riaprite il prompt, rieseguite i passi prededenti e, giunti a C:, digitate client.exe 127.0.0.1 (questo indirizzo indica che i due processi risiedono nella stessa macchina).

A questo punto parte la lettura e la stampa di un paio di numeri.
Ovviamente, dai listati, è semplice creare altre funzioni tra i due processi, basta solo qualche conoscenza di linguaggio C.

Adattamento delle linee a radiofrequenza: usare al meglio la carta di Smith

Sabato, Settembre 8th, 2007

La carta di Smith è costituita da due serie di circonferenze. L’origine del diagramma circolare è al centro con il punto 1 che rappresenta la parte finale di ogni adattamento, in quanto rappresenta quel punto della linea dove l’impedenza, complessivamente vista dal generatore, è uguale a quella caratteristica della linea.
A destra sono rappresentati i numeri maggiori di uno e a sinistra i minori di uno, così all’estremità destra del segmento orizzontale è rappresentato il valore infinito e all’estremità sinistra il valore zero.

Esistono due versi di rotazione nella carta di Smith:

  • uno orario, verso il generatore
  • ed uno antiorario, verso il carico

Sul bordo esterno della carta sono rappresentati gli angoli in gradi e gli spostamenti lungo la linea, usando come misura la lunghezza d’onda della linea.

ESEMPIO DI ADATTAMENTO CON LA CARTA DI SMITH
Sia data una linea con impedenza di carico, da adattare con uno stub chiuso all’estremità, posto a distanza d1 dal carico e di lunghezza d2 secondo lo schema di figura:

Dati:
R0 = 50 Ohm
ZL= 60 + j 70 Ohm

(more…)

Gli standard minimi per una buona biblioteca comunale

Domenica, Luglio 15th, 2007

Le biblioteche, in base alle loro dimensioni ed alla loro importanza, possono essere classificate in tre tipologie:

  • accentrate: rivolte cioè a tutte le categorie di lettori;
  • decentrate: cioè specializzate e quindi rivolte ad una sola categoria di lettori;
  • miste: cioè una combinazione delle precedenti.

Trattiamo per semplicità il solo caso di una biblioteca accentrata. Questo l’elenco minimo completo degli ambienti:

  • nucleo fondamentale: è la zona della consultazione dei volumi;
  • ambienti collaterali: sale riunioni e sale conferenze;
  • servizi per i lettori: servizio fotocopie, servizi di audio-video proiezione;
  • servizio del personale per gli utenti: zona adibita alla consegna ed al ritiro dei volumi, controlli ed informazioni varie;
  • uffici del personale: amministrazione, ecc;
  • servizi generali: bar, self-service, servizi idrosanitari, ecc;
  • ambienti di supporto destinati a: deposito libri rari, spedizioni, imballaggi, rilegature, ecc.

Ognuna di queste parti, a seconda della popolazione della città, avrà una certa area, un certo volume e una specifica illuminazione.
Fatta questa doverosa premessa tecnica ognuno di voi può confrontare i requisiti minimi appena visionati con quelli delll’attuale biblioteca comunale di Belpasso.
Si comprende come, per una popolazione di 25000 abitanti, gli attuali locali siano assolutamente insufficienti, sia come spazi che come servizi forniti all’utenza.
La soluzione è presto trovata: il comune compra degli ampi locali (magari attualmente disabitati ed in rovina) e, dopo averli ristrutturati, li adibisce esclusivamente a biblioteca, non tradcurando nessun aspetto di essa.
E i soldi dove si trovano? Semplice…qualche spreco in meno…e qualche investimento in più…

Tecniche e metodi di depurazione delle falde acquifere inquinate

Lunedì, Luglio 2nd, 2007

INTRODUZIONE

A seconda dell’uso che si intende fare dell’acqua, ogni legislazione nazionale ha definito degli standard di qualità per le acque: uso alimentare, uso di approvigionamento per potabilizzazione, uso balneare, uso irriguo, ecc…

Le agenzie internazionali per la Protezione Ambientale hanno imposto la politica di gestione del controllo degli inquinanti su due livelli di priorità:
lista nera: sostanze tossiche, i cui effetti non possono essere smorzati nè dal tempo, nè dalla diluizione;
lista grigia: sostanze potenzialmente pericolose ma che annullano i loro effetti negativi col tempo, lo spazio o la diluizione.

Quando un ambiente idrico viene inquinato, solitamente esso reagisce spontaneamente con una serie di meccanismi, detti di autodepurazione, che tendono a riportare il sistema allo stato iniziale. Si tratta essenzialmente di fenomeni di decadimento e di trasformazione chimica, fisica e biologica.


ACQUE SOTTERRANEE

A seconda della misura in cui vengono superati i limiti della concentrazione massima ammissibile e dei valori di guardia stabiliti dalle autorità sanitarie, si avrà un inquinamento più o meno grave delle falde acquifere.
Gli studi sulla contaminazione delle acque sotterranee si distinguono generalmente in tre passi:

  1. localizzazione degli inquinamenti;
  2. identificazione delle loro cause;
  3. progetti di decontaminazione.

Una volta che si riesce a localizzare la zona della falda inquinata, bisogna cercare di capire le modalità con le quali avviene l’inquinamento e il perchè non funzioni il meccanismo naturale dell’autodepurazione.
Gli interventi per il disinquinamento sono molti e vari. Una breve carrellata è la seguente:

Disinquinamento per estrazione. Sono tecniche mirate ad isolare l’acqua dagli inquinanti che in essa affluiscono. In generale richiedono sistemi di drenaggio anulare, barriere di pozzi, lavaggi (senza interventi chimici).

Disinquinamento tramite interventi chimico-fisici e biologici. Sono tecniche più rapide delle precedenti. Una volta noto il materiale inquinante (ad esempio vanadio nel caso di Belpasso) si procede ad opportune insufflazioni di aria e a successive estrazioni di gas che riscono ad eliminare oltre il 99% dell’inquinante. Metodi alternativi sono la biodegradazione o il lavaggio con interventi chimici.

Disinquinamento tramite opere di sbarramento. Qualora, in fase di analisi del territorio, venga accertato che l’inquinante risiede in una falda fisicamente separata da quella acquifera, è possibile, tramite una operazione di sbarramento o di copertura, chiudere definitivamente i condotti che uniscono le due falde. In tal modo con uno dei metodi precedenti è possibile purificare definitivamente la falda acquifera.

Disinquinamento sul posto. Tecnica molto elementare: una volta estratta sul posto l’acqua contaminata, si provvede, in superficie, tramite opportuni filtri o opportune reazioni alla sua purificazione.

Gli effetti di una scarica elettrica sul corpo umano

Venerdì, Giugno 15th, 2007

I valori della soglia di percezione della corrente elettrica da parte dell’uomo sono:

  • lingua: 45 microAmpere in continua;
  • polpastrelli: 0,5 milliAmpere in alternata, 2 milliAmpere in continua.

Quando ci capita di sottoporci (ovviamente spero involontariamente) a correnti più elevate i principali effetti deleteri sul nostro corpo sono:

  • tetanizzazione (contrazione spasmodica dei muscoli);
  • arresto respiratorio;
  • fibrillazione ventricolare: il cuore non spinge più il sangue nei vasi;
  • ustioni.

La probabilità di innescare la fibrillazione ventricolare dipende dal percorso che segue la corrente all’interno del nostro corpo.
Il corpo umano, infatti, può essere schematizzato circuitalmente con una impedenza capacitiva che viene approssimata ad una resistenza somma di un termine costante dovuto alla pelle e di un termine variabile dovuto al tratto di circuito interno al corpo.
Tanto per fare qualche esempio se 100 fosse la resistenza incontrata dalla corrente tra mano e mano (cioè si prende la scossa toccando un filo con entrambe le mani), allora altri possibili valori di resistenza interna al corpo sono:

  • 100 tra mano e piede;
  • 50 tra mano e testa;
  • 70 tra mano e ginocchio;
  • 40 tra mano e collo;
  • 30 tra mano e stomaco.

Gli elementi che rendono un manuale di qualità

Mercoledì, Giugno 13th, 2007

Qualche giorno addietro ho comprato un voltmetro magnetoelettrico di seconda mano su ebay: ieri mattina mi è arrivato. E’ un pezzo del 1966.
La differenza che è risaltata ai miei occhi è stata senza dubbio la completa diversità di impostazione del manuale d’uso dell’apparecchio rispetto ai manuali degli odierni apparecchi (e non solo elettronici).
Per capire meglio quanto voglio dire è bene fare una piccola introduzione.

Un manuale è un particolare elaborato tecnico-scientifico che accompagna quasi tutti i prodotti industriali e il cui fine è insegnarci “a far funzionare” il prodotto (e non a spiegarci come funziona).
I manuali si possono classificare empiricamente in 3 classi:

  • manuale d’uso: ci insegna ad usare il prodotto correttamente ed al massimo delle sue capacità ed è rivolto ad un vasto pubblico;
  • manuale di installazione: è rivolto essenzialmente ai tecnici;
  • manuale di servizio: è rivolto a coloro che devono riparare l’apparecchio.

Secondo il DPR 24/07/1996 n° 459, attuativo della direttiva CEE 329/89, ogni prodotto industriale deve necessariamente essere accompagnato da un manuale (nella fattispecie d’uso).
Gli elementi di qualità di un manuale sono:

  • non deve essere enciclopedico per non impressionare il lettore;
  • non deve contenere salti, diramazioni, deviazioni e cicli che confondono il lettore;
  • deve essere facile da leggere, facile da modificare e facilmente aggiornabile.

Fatte queste dovute premesse torniamo al voltmetro ritirato ieri. Nel 1966 non so quali fossero le disposizioni di legge che regolavano questa materia (e se ve ne erano): tante quindi le differenze di impostazione con i manuali di oggi.
Innanzitutto quei manuali erano prolissi di tabelle tecniche, di composizione di materiali e di note teoriche che, oltre a non rispettare gli elementi di qualità sopra menzionati, tendevano sia a spiegare il principio di funzionamento sia ad illustrare come farlo funzionare correttamente.
Negli odierni manuali non si trovano più le note relative al principio di funzionamento del prodotto acquistato.
Se da un lato ciò porta semplificazione e chiarezza, dall’altro lato si dà però per scontato che tutti siano ingegneri…

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