- 01
- Mag

Vi siete mai chiesti il perchè il cielo (e quindi il mare) abbia una predominante componente blu rispetto al resto della radizione visibile??
La risposta sta in una formula, dovuta ad un certo Rayleigh, che ovviamente non riporto qui ma che comunque proverò a spiegarvi in parole.
Iniziamo col pensare cosa accadrebbe se non vi fosse l’atmosfera: non esisterebbe la luce diffusa ma solo il fascio diretto. Si vedrebbe cioè un fascio cilindrico luminoso bianco provenire dal Sole e in ogni altra direzione vi sarebbe buio (similmente a quando accendete una torcia elettrica di notte).
La presenza delle molecole dell’atmosfera fa sì, quindi, che il fascio luminoso proveniente dal Sole venga “diffuso” in tutte le direzioni. Ciò significa che ogni molecola dell’atmosfera, colpita da radiazione luminosa, riesce a sua volta a diffondere tale radiazione in tutte le direzioni.
Merito di Rayleigh è stato quello di aver compreso il come la quantità di energia (e quindi di luce) diffusa da ogni molecola fosse inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda.
In definitiva allora, poichè tanto minore è la lunghezza d’onda e tanto maggiore è l’energia diffusa dalle molecole dell’atmosfera, è immediata la conclusione che, del fascio bianco che dal Sole incide sulle molecole dell’atmosfera, il blu è la componente più diffusa mentre il rosso è la componente meno diffusa, dal momento che nello spettro delle frequenze visibili la componente blu è quella che si trova a frequenze più alte (ovvero a lunghezze d’onda più basse) mentre la componente rossa è quella che si trova a frequenze più basse (ovvero a lunghezze d’onda più alte).